
Quando, otto mesi fa, ho terminato l’esperienza di “Rewind” (seguito a ruota dal Rewind 2), avevo intenzione di andare avanti, e l’idea del titolo della futura opera, rimase per mesi “Fast Forward”. Volevo capire quanto la IA mi potesse proiettare verso un futuro inesplorato coinvolgendomi nella sua capacità musicale strabordante. Questi mesi li ho passati a sperimentare, ed ero sul punto di buttar fuori questo salto verso il futuro, ma qualcosa mi frenava: non ero convinto che quella fosse davvero musica mia, per quanto affascinante e misteriosa, non riuscivo a darle un senso. Ho lasciato perdere per un po’ e poi, quasi senza rendermene conto, mi sono trovato con una manciata di canzoni (!) davvero forti, e mentre prendevo consapevolezza della fatica che mi era costata una tale radicale virata stilistica, e delle intrinseche limitazioni delle IA musicali (meravigliosamente perfette ma comunque di plastica), tanto più mi convincevo di essere alla fine di questo percorso. A quel punto è nata naturalmente la copertina e il titolo: la macchia di sangue sullo sfondo rosso candido mi è venuta come una folgorazione, mentre il titolo, quasi subito, è stato l’effetto della consapevolezza stessa. Non so se farò ancora uso di IA, ma sono certo che, se dovesse accadere, sarà un approccio del tutto diverso e molto più consapevole.
1. Il cavaliere nano all’orizzonte (pt.1)
2. Il cavaliere nano all’orizzonte (pt.2)
3. Il cavaliere nano all’orizzonte (pt.3)
Tre movimenti da ascoltare di seguito. Il titolo mi è venuto in modo spontaneo, quasi in sogno. Se all’inizio mi sembrava non avere alcun senso con ciò che stavo facendo né con l’intera opera, poi ho capito quanto fosse forte e coerente questa immagine. Son tre parti strumentali (le uniche dell’intera opera) brevi ma molto intense, risultato di pesantissime manipolazioni di mie composizioni.
4. Ride
Potentissima canzone blues che narra del mio andare in bici con la musica, e vedere il mondo come un film che dia immagini a ciò che ho nelle orecchie. Il cantato è molto intenso e interpreta perfettamente il climax che volevo dare al brano.
5. Clara
La mia composizione più importante. Un brano quasi folk, qui in esecuzione “live” (molto ben ambientata dalla IA) che tratta della “fine” (capitolo? vita? mondo?) come di un ritorno all’infanzia e del risveglio. La figura di Clara credo rappresenti l’anima, che osserva lo scorrere del tempo come inevitabile essenza della vita e dei suoi tumulti.
Brano elettronico che parla della solitudine dell’individuo anche in mezzo a milioni di persone.
7. Die wege
Brano techno in tedesco. Il mio testo parla dei sentieri della vita da percorrere e del loro costante diminuire come opportunità, fino al sentiero finale non evitabile.
8. Why not
Brano Rap che parla delle scelte e del mistero che soggiace a quelle non fatte che chiamiamo rimpianti.
9. Destiny
Brano disco che parla di quanto alla fine di ogni speculazione sull’esistenza, l’unica certezza sia il nostro essere in balia del destino. E quanto questa sia l’unica cosa di cui possiamo avere certezza.
10. The wind
Brano Hip Hop che parla della meraviglia del creato in modo quasi bucolico.
Pop song che celebra la gioia di vivere e la leggerezza di essere in mezzo a persone meravigliose
12. Every night (titoli di coda)
La naturale conclusione del “viaggio” fatto nel Disincanto. Di nuovo una mia cover del bellissimo brano di Stefano Villa. Qui la versione Blues si presta molto all’uscita dalla sala dove il film del disincanto è stato rappresentato.
13. People (bonus track)
Un altro strumentale elettronico/techno per chi non avesse ancora lasciato la sala (o non volesse lasciarla più).