Rewind (2025)

Questa decima opera rappresenta una svolta per me: innanzitutto perché ero alla ricerca di un nuovo strumento espressivo, e poi perché mi sono improvvisamente imbattuto nelle sorprendenti e inaspettate potenzialità dei programmi di intelligenza artificiale dedicati alla musica. Da sempre sono affascinato dalle tecniche di autogenerazione musicale, e forse anche per questo mi è venuta voglia di scoprire come avrei potuto reinterpretare alcuni dei brani a me più cari utilizzando l’AI. Alcune cover sono venute fuori quasi da sole, in modo davvero sorprendente; altre hanno richiesto una gestazione più lunga e sofferta (a volte centinaia di tentativi falliti) perché ciò che è davvero difficile è riuscire a spiegare alla nostra app cosa vogliamo davvero.
L’ordine dei brani è rigorosamente cronologico. L’unico brano inedito è “Le nuvole”: mai concluso, nonostante sia nella mia testa da trent’anni.

La cosa che mi ha più stupito, ed inorgoglito, è il risultato estetico che mai scade nel superficiale e nel New Age, a conferma della profondità ed intensità degli originali.

  1. Quip – (da “My old fashion” – 1981)
  2. Correrò per te i cieli – (da “Nel corso del tempo” – 1984)
  3. Siam rimasti soli – (da “Nel corso del tempo” – 1984)
  4. Quando ero nuvola – (da “L’alternativa al cielo” – 1988)
  5. A grandi passi – (da “L’alternativa al cielo” – 1988)
  6. Jungle party – (da “L’alternativa al cielo” – 1988)
  7. Fino al bosco – (da “L’alternativa al cielo” – 1988)
  8. Clear girls – (da “L’alternativa al cielo” – 1988)
  9. M.C. Escher – (da “‘900” – 1994)
  10. L’ultimo volo per Tokyo – (da “‘900” – 1994)
  11. Next to you – (da “‘900” – 1994)
  12. Sorvolando le dita – (da “‘900” – 1994)
  13. ‘900 – (da “‘900” – 1994)
  14. I.M.P. – (da “Il mondo dispari” – 2010)
  15. Finale – (da “Il mondo dispari” – 2010)
  16. Il lago – (da “Il lago” – 2017)
  17. Fidandosi ciecamente di dio – (da “Il lago” – 2017)
  18. Twisted light – (da “Il lago” – 2017)
  19. Millennium [finale] – (da “Millennium” – 2020)
  20. Le nuvole

1.Quip

Brano ormai del lontano 1981. Tanto intenso quanto virtualmente sperimentale. Ho voluto mantenere la voce che declama (fino a urlare) in tedesco un brano di Heinrich Böll. L’arrangiamento di SUNO ne definisce il carattere come malinconico e furioso allo stesso tempo. Un brano estremamente dolce ma dirompente e violento. Nuova vita ad un brano a lungo dimenticato.

2. Correrò per te i cieli

Forse il brano più iconico di “Nel corso del tempo” del 1984. Qui SUNO mi ha aiutato a farne una reinterpretazione corale e meno intima dell’originale. Il respiro è lo stesso, ma qui traspare un ottimismo di fratellanza universale che prima non si scorgeva.

3. Siam rimasti soli

Questo brano in origine era quasi un intermezzo delicato fra composizioni più ambiziose e consistenti. Il riferimento al “Music for Airports” di Eno era evidente. Qui il nuovo arrangiamento ne scopre le trame nascoste e ne valorizza le melodie delicate, accennate dai sussurri di una splendida voce femminile.

4. Quando ero nuvola

Probabilmente il brano più melodico da me mai fatto. In origine suoni di organo a tessere melodie incrociate, qui sono invece gli archi a scandire la melodia principale, per poi essere imitati da organo e altri archi. La nuova veste lo ha reso molto più narrativo ed estroverso.

5. A grandi passi

Brano epico e intenso, dominato da un organo hammond molto ispirato nella sua veste originale, qui diventa un invito rassegnato a ballare stretti fino alla fine (della notte?). Anche qui trasuda il senso di destino ineluttabile. Il futuro non è buio. In fondo al tunnel si vede la luce. Ed è proprio questa nuova luce che caratterizza la nuova veste, una luce che porta verso la notte dove ogni cosa potrà accadere.

6. Jungle party

Caotico e folle nella sua veste originale, qui il brano assume connotati di modern jazz molto spinti con cambiamenti di tempo continui. Il ruolo della sezione ritmica (suonata splendidamente) è centrale. I fiati e il piano elettrico sono entusiasmanti. Devo dire che una delle cose che SUNO fa meglio è proprio l’uso delle parti di basso e soprattutto delle percussioni.

7. Fino al bosco

In origine brano minimale, con un’unica linea ribattuta e molto malinconica, qui guadagna consistenza, e la melodia della chitarra elettrica che duetta col piano è davvero molto delicata, e di una bellezza sorprendente.

8. Clear girls

Il brano originale era frutto di una collaborazione con Stefano Villa (lui aveva fatto il giro di accordi di organo ed io i contrappunti di archi – da sentire l’originale). Con SUNO ha dovuto lavorare molto per ottenere un brano epico fatto di cori (maschili e femminili) che mi commuove ancora adesso che lo conosco a memoria. La melodia e l’arrangiamento mi fanno pensare ad alcune colonne sonore di Morricone. Come la IA sia in grado di “cantare” in modo così convincente, mi riempie di stupore. (voto mio: 10)

9. M.C. Escher

L’originale apriva il mio ‘900 del 1994. Questo nuovo arrangiamento, pieno anch’esso di sorprese sonore, ne conserva l’originalità vestendola di ulteriore entusiasmo e forza. Impossibile attribuire a questo brano un genere definito.

10. L’ultimo volo per Tokyo

Il brano forse più difficile da identificare: gli strumenti sono tutti cambiati. Nell’originale chitarra e pianoforte con molti suoni elettronici. Qui pochi synth, ma soprattutto una ballabilità totalmente nuova. Quasi disco-music anni ’80.

11. Next to you

Una delle melodie a me più care: intima e potente allo stesso modo. In origine ara un tape-delay suonato con un’unica voce, qui pianoforte, chitarra pizzicata e violoncello raggiungono un grande livello di bellezza. Quasi troppo perfetto.

12. Sorvolando le dita

L’unico mio brano ad essere presente in due opere distinte. Qui gli archi a tessere la trama e il flauto a ricordarne le melodie lontane.

13. ‘900

Un brano già molto complesso nella sua versione originale, qui eseguito dalla grande orchestra sinfonica che si sbizzarrisce a trovare variazioni ritmiche e armoniche sorprendenti. Non nascondo che al primo ascolto sono letteralmente rimasto tramortito dallo stupore. Dopo averlo sentito, mi sono chiesto se sia questo il livello di qualità ricercato da chi registra realmente l’orchestra sinfonica.

14. I.M.P.

Già ballabile nella sua forma originale, qui assume la forma di una ballad malinconica molto adatta al viaggio. Orizzonti lontani.

15. Finale

La voce generata da SUNO è davvero notevole per realismo musicale ed emotivo. Un brevissimo epitaffio del “Der Suchnde”. Il testo è ciò che aveva a suo tempo suggerito il titolo del brano “Ad un passo dal cielo”

16. Il Lago

Brano già violento ed ipnotico in origine, qui assume un carattere più scanzonato, ma non meno intenso del suo predecessore. Il testo mio, qui letto in tedesco, lo si trova in italiano nella seconda cover del brano presente sul “Rewind2”. Ballabilissimo e coinvolgente.

17. Fidandosi ciecamente di dio

Questo è forse il brano più stravolto: il ritmo e la veste quasi jazz-rock lo rendono molto più fruibile e ballabile. Chitarra suonata splendidamente. Certo che non ha più il carattere ipnotico dell’originale, ma l’anima c’è.

18. Twisted light

Il brano sembra uscito da una discoteca anni ’80 con chitarre e sezione fiati a contrappuntare, synth molto tipico e basso che sembra uscito dalla “La febbre del sabato sera”.

19. Millennium (finale)

Della enorme opera “Millennium” ne ho estrapolato solo il commovente finale (realizzato con la tecnica del “Tape delay”), qui meravigliosamente eseguito dagli archi dall’orchestra che in alcuni momenti richiamano alcune melodie di Sakamoto.

20. Le nuvole

L’unico inedito. Da un tema per piano che eseguo ormai da decenni senza mai avere avuto il coraggio di pubblicarlo in qualche modo. L’idea di farlo eseguire da un piccolo ensemble jazz con tanto di testo (mio) cantato, si è manifestata poco per volta. Il risultato è tanto semplice quanto delicato.

Strumenti utilizzati:

Pianoforte

SUNO (software IA)