
Brani:
- 1smet3
- 11chit11
- 21chit19
- 1211radio31
- 111221radio43
- 312211imp59
- 13112221irs71
- 1113213211miag83
- 31131211131221bourges101
- 13211311123113112211piano109
- 11131221133112132113212221finale131
Il mondo dispari nasce dopo una lunghissima pausa di ben 16 anni dal precedente ‘900 ormai del 1994. Mi erano rimaste molte cose interessanti che non ero riuscito a pubblicare nei lavori fatti prima, e che avrei voluto poterli finalmente archiviare in modo definitivo. Alcuni di questi (i brani 1,4,5 e 9) risalivano addirittura al periodo dal 1984 al 1990 e quindi al tempo nel quale frequentavo ancora lo studio di Musica Elettronica del Conservatorio. Il brano 10 è del 2000 e non sono riuscito a rifarlo con un timbro di pianoforte più decente. Tutto il resto è essenzialmente del 2008 realizzato utilizzando per la prima volta strumenti virtuali (VST) e un nuovo software di registrazione.
Ne risulta un’opera davvero estremamente eterogenea e priva di alcuna unità concettuale: un po’ come aprire un cassetto e riscoprire cose valide ma dimenticate.
I titoli così bizzarri sono il frutto di una mia passione per le sequenze numeriche e i numeri primi in genere. Il vero titolo del brano è da considerare solo quello in lettere fra i numeri precedenti e successivi.
Il titolo dell’opera è in realtà il titolo di una mostra fotografica che avevo realizzato proprio nel 2008 nella quale ad ogni immagine era associato un mio brano musicale.
Lungo brano tipicamente elettronico realizzato utilizzando suoni naturali sulla base di una lunga improvvisazione (sullo stile tipico dello Studio di Musica Elettronica di Torino) fatta in casa mia con Paolo Chiotasso ed Ennio Calcagno. La ricerca timbrica pervade ogni momento. Gli strumenti utilizzati sono ARP Odissey, 2 Yamaha DX7, e varie diavolerie che ora non ricordo più. Il master è stato fatto su cassetta e DBX, risulta quindi molto dinamico e spazioso.
2. chit1
Interessante “pseudo-tapedelay” realizzato con un particolare sequencer midi che in tempo reale mi “avvicina” le note da ripetere, alla frazione di battuta stabilita, per poi eliminarle dopo un certo numero di ripetizioni in dissolvenza: ne viene fuori una musica estremamente interessante in cui le imprecisioni apparenti sembrano via via tendere verso una coerenza generale nella quale appaiono in modo inaspettato pattern ritmici nuovi.
3. chit2
Stessa identica tipologia del brano precedente. Molto lirico ed affascinante.
4. radio1
Questo brano risale al 1984 e risente molto della mia scoperta di Stockhausen. In particolare il suo “Hymnen” mi aveva davvero stregato. Qui i riferimenti (soprattutto l’uso della radio come fonte casuale di suoni) sono davvero espliciti, ma il mio lavoro di “collage” con diversi sentori sonori e soprattutto spezzoni di miei tapedelay originali, rende il lavoro molto originale. Strumenti utilizzati, davvero di tutto: dal piano Kaway, al Korg M50, agli ARP2600, ai suoni ripresi dalla natura e non.
5. radio2
Stessa tipologia del brano precedente
6. imp
Questo brano avrebbe benissimo potuto stare su 900. Registrato nell’estate del 2008 a Cervia, è un tipico brano “alla Klaus”, con melodia leggera e onirica, su una base ostinata vagamente ritmica.
7. irs
Brano quasi interamente realizzato col Roland Mt-32, utilizza una sequenza shiftata in modo quasi casuale (ma comunque armonico) con un algoritmo che in modo altrettanto casuale cambia il patch sonoro, modificando di continuo il timbro dello strumento che sta suonando la sequenza stessa.
8. miag
Giochino sonoro fatto in presa diretta col Roland D-50.
9. bourges
Alla stessa maniera del brano Smet, questa è un’altra tipica improvvisazione di gruppo (sempre con Paolo Chiotasso ed Ennio Calcagno) che avevamo realizzato per il concorso di musica elettronica di Bourges del 1988. Lungo brano dalle sonorità estremamente interessanti: come sempre con lo Smet, la ricerca timbrica è predominante. La musica è quasi totalmente atonale con piccole concessioni.
10. piano
Tapedelay software (midi e non analogico) con timbro di piano credo proveniente da una scheda audio per pc degli anni 80… Ho cercato invano il file midi relativo, che mi permettesse di migliorare un po’ quel suono, ma invano. Tuttavia le sorprese armoniche e ritmiche che questo brano contiene, sono davvero sorprendenti.
11. finale
Semplice brano adatto a chiudere un CD così omogeneo.