My old fashion   (1981)

  1. Before the storm
  2. Dancing
  3. Breathing
  4. Wispering
  5. I live
  6. Fiume
  7. Musing
  8. Quip
  • Master originale analogico del 12 dicembre 1981 su casetta
  • Restauro e definitiva edizione digitale (ripulita con tecniche FFT): novembre 2003

Lavoro ancora un po’ frammentario ma decisamente orientato già alla sperimentazione elettronica “auto-generativa” e omogeneo concettualmente. Tutta la prima parte (i brani 1-2-3-4-5) sono evidentemente ispirati al recente (1980) lavoro di Robert Fripp “Let the power fall” realizzato col cosiddetto “Fripertronic” che altro non è che un tape delay suonato con la chitarra elettrica. Il risultato, ascoltato oggi (2003) è ingenuo e musicalmente discutibile, così come pure l’originale di Fripp. Nella seconda parte stanno le cose più interessanti e originali. Tutto il disco è stato registrato parzialmente in casa e parzialmente presso lo Studio di Musica Elettronica del Conservatorio G.Verdi di Torino.

1-2-3-4-5.    	Before the storm
                	Dancing
                	Breathing
                	Wispering
                	I live

Suite in 5 movimenti legati al tema della chitarra e del tape delay (il famigerato Frippertronic). I primi 2 movimenti sono delle improvvisazioni di chitarra distorta in tape delay; nel terzo e quarto movimento si aggiungono due ARP 2600 molto “trasversali” suonati da Ennio Calcagno. Nel quinto ed ultimo movimento si ritorna alle chitarre acustiche come a volersi scusare per la lunga divagazione stilistica.

6. Fiume

Lungo brano di oltre 13 minuti registrato presso lo studio di Musica Elettronica del Conservatorio G.Verdi di Torino: è forse il brano più rappresentativo del clima e della tipologia improvvisativa che in quegli anni esprimeva la scuola del Maestro Zaffiri. Un buon gruppo dei componenti dello SMET (Studio di Musica Elettronica di Torino) improvvisano insieme descrivendo il percorso di un fiume dalla sorgente al lago utilizzando ogni strumento disponibile: EMS Sinthy “A”, 3 ARP 2600 e ARP Odissey. Il risultato è ancora oggi interessante e musicalmente non banale. Oltre a Klaus Spoer suonano: Ennio Calcagno, Marco Vacchetti, Paolo Chiotasso e Andrea Pavonibelli.

7. Musing

Ancora un lungo tape delay, ma più sullo stile di “Discreet music” di Eno: non viene suonata alcuna armonia, solo note singole che poi stratificandosi creano armonie e tonalità quasi imprevedibili. Questa tecnica a me tanto cara rappresenta bene come mi appaia affascinante l’idea che la macchina (o il caso?) influenzi le mie decisioni portandomi in territori inaspettati nei quali dover mutare le mie scelte. Il tape delay è uno strumento compositivo molto affascinante in ambito musicale: trasforma infatti il tempo lineare in un’entità ciclica e ricorrente.

8. Quip

Brano a cui sono ancora molto legato perché ha rappresentato il massimo grado di libertà espressiva a cui sono giunto in quegli anni: libertà di mischiare e confondere ambienti ed elementi sonori diversi. Sulla voce recitante di Silvia Roda (allora mia fidanzata) si attraversano ambienti e spazi sonori improvvisi e diversissimi: veri e virtuali. Ho usato di tutto: chitarre varie, pianoforte, giradischi, amplificatori, microfoni, stanze, bagni, saloni, sintetizzatori, nastri e rumori. La voce che legge in tedesco stentato (stava iniziando a studiarlo allora) un brano di Böhl, caratterizza il senso di precarietà da un lato ed ineluttabilità dall’altro. Il finale è un fiume inarrestabile. Probabilmente questo brano anticipa di 2 anni il tema (e il clima) espresso nella sua totalità con “Nel corso del tempo”.

Opere di riferimento (ispiratrici?):

  • Robert Fripp – Let the power fall
  • Brian Eno – Music for Airport
  • Brian Eno – Discreet music
  • Klaus Schulze – Irrlicht
  • Manuel Gottsching – Inventions for electric guitar

Strumenti utilizzati:

  1. Pianoforte
  2. ARP Odyssey
  3. ARP 2600 & 3620
  4. EMS AKS Sinty “A”
  5. Korg mod.50
  6. Chitarra classica
  7. Chitarra elettrica
  8. Registratore a cassette Hitachi D90s
  9. Registratiri e bobine Revox A-77 MkII