Pensieri e parole

Qui ho raccolto le mie pubblicazioni più significative (anche su facebook) e i miei pensieri dei quali ho ritenuto utile conservarne memoria. Per lo più sono composizioni poetiche, ma non ho escluso qualche considerazione politica.

25 dicembre 1980 .Brunate.

ad un passo dal cielo
mi sembra
di essermi perso
lasciando dietro a me
ogni ricordo.
e mentre salgo
da tutto questo bianco
riscopro la luce
e mi esalto
pensando di essere
solo
ad un passo dal cielo.

17 ottobre 1979 -Como-

mentre il sole mi scalda
trovo inumano
lasciare la terra.
e un profondo respiro
blocca il mio sguardo
sul verde.

11 maggio 1980 · Como ·

ma ora
immergermi fra queste mura
silenti
quasi braccato
dalla mia anima nostalgica
mi stupisce
e come il rumore dei passi
mi precede
trovo stupido
a volte
pensare al passato.

12 maggio 1981 · Torino ·

guardare alla terra
riponendo nel chiaro liquido vitale
ogni speranza.
tornando alla terra
e infiniti sogni
lo vedremo
ed in un unico volo
lo scorderemo
immersi
la mano che spara
guardando alla terra.

19 marzo 1982

dio,
se mai un dì saprem soccorrerti
la mia gioia ricada
a gocce
su questa terra,
inebriata dall’enorme passione
che l’alimenta.

28 giugno 1982 · Torino ·

e finirà
così
tristemente
la mia primavera
l’età dell’oro
l’aria che mi guidava verso alti campi
la luce
le lacrime
l’ansia e la gioia
la splendida idea
che pazza
mi vedeva risalire
per rituffarmi ancora
e finirà
così
la mia lunga primavera
la mia eterna primavera.

29 giugno 1982 ·

oh cielo
che hai rischiarato
la mia primavera
ora che tutto è compiuto
puoi piangere.

8 maggio 1985 ·

sorvolando le dita
si scivola sul dorso.
e lucide lacrime
fra gli spari
commettono follie.
ti porterò oltre il fuoco
dove notano le anatre…
da là
si vede il cielo…
e qualche notte calda
la luna…
sorvolare le dita
e scivolare sul dorso.

9 dicembre 1978 ·

un pensiero al di sopra di ogni circostanza
potrebbe bruciare tutto.
tremavo.
saremmo arrivati fino al cielo.
poi la tua tristezza ghiacciata fra le mie mani.
i tuoi singhiozzi,
le tue lacrime sulle mie parole di speranza…
le tue labbra ormai salate.
noi.
tutta la nostra felicità.

11 dicembre 2011 · Torino ·

Le mie mani puzzano d’aceto
ma si muovono ancora lentamente
non è male…
attraverso le ciglia
vedo l’ultimo re
tornare a casa
pedalando in fretta.

25 dicembre 2011 ·

Come una candela…
prima della fine…
l’ultimo bagliore
e l’ultimo sbuffo di fumo…
verso i sogni di luce.

29 gennaio 2012 ·

c’è un baratro di scommesse aperte
tra la neve e la spiaggia
con sottili sentori di disgrazia.

30 gennaio 2012 ·

Ho rivisto il cielo
voglio ricominciare a fotografare
voglio ricominciare ad ascoltare musica sconvolgente
voglio ricominciare a suonare
voglio ricominciare a volare.

21 marzo 2012 · Torino ·

ritornando indietro
rimettendo tutto a posto
eccitando a tratti
la rincorsa verso il blu
posso ancora
riunire i frammenti
e accorgermi sgomento
di aver terminato il lavoro
… un altro figlio perso

24 marzo 2012 · Torino ·

Chi ha lottato con l’angelo
resta fosforescente.

8 aprile 2012 ·

Per chi pensa che sia giusto continuare
sommando maldestre direzioni
incalcolabili
inconciliabili
indivisibili
e inutili differenze…
Per chi crede ancora nella giusta risposta
oltre il doveroso rispetto
di segreti indecifrabili
di labbra insoddisfatte…
Per chi si fida del proprio azzurro
refrattario al comando
finché non ci saranno nuove armi
ed eruzioni inutili.
Tu sei rimasto solo.

10 aprile 2012 · Torino ·

povero e retrogrado
come un pianeta controcorrente…
mi accingo a ripercorrere
i viali
tutti i viali
che credevo sopiti
e dimenticati per sempre.
sino al sogno
di un agosto qualsiasi.

10 aprile 2012 · Torino ·

Rivoli di oneste richieste
scendono dalla fronte
sino all’unico ginocchio rimasto
concedendomi
la compassione necessaria
al viaggio.

12 aprile 2012 · Torino ·

quelli che a 12 anni usciva selling…
quelli che a 13 anni usciva tubular bells …
quelli che a 14 anni usciva mysterious traveller… e phisical graffiti… quelli che aspettavano l’uscita di quadrophenia…
la nostra generazione.
e bagnami per una volta!!… se ne sei capace… primavera mocciosa!

17 aprile 2012 · Torino ·

Ragazzi…
bronci e sorrisi
lacrime e urla
a colorare corridoi
anche senza il sole fuori.

18 aprile 2012 · Torino ·

Sempre creativi e mai passivi
solari e mai lunatici
indipendenti e mai soggiogati
belli e mai brutti
bianchi sempre… neri mai
e poi lisci, morbidi e sereni!

18 aprile 2012 ·

se tu potessi sentire
quello che sento io…
non voglio essere migliore degli altri…
voglio solo volare…
alla ricerca dell’armonia.
di tutti.

19 aprile 2012 ·

solo due o tre pagine
del mio libro,
mi hanno commosso
quanto quella che sto leggendo ora…
permettendomi di allungare ancora un po’ lo sguardo…
verso l’orizzonte.

19 aprile 2012 · Torino ·

e se questo vuol dire rubare
che le campane suonino a morto!
fino alla fine dei giorni dispari… e di quelli senza malinconia
senza fede
e senza pietà.

20 aprile 2012 · Torino ·

“ma è come lavarsi una sola ascella!” esordì una mattina la lumaca accorgendosi con fastidio che tutti i suoi amici si erano pigramente adagiati al sole del mattino sull’erba umida.
“le simmetrie vanno rispettate!”
Immersi nel verde, nessuno ascoltava.

21 aprile 2012 · Torino ·

Anche attraverso le lenti più spesse
traspaiono emozioni e sentimenti
che vorremmo tenere negli occhi
nascoste lì dietro…
per paura o pudore…
per stanchezza o resa…
per rassegnazione o consolazione…
in ogni luce riflessa
un po’ di anima si palesa.

26 aprile 2012 · Villa Inferno, Emilia-Romagna ·

lasciatemi qui
potrò seguirvi col pensiero
e ripercorrere tutti i visi,
le parole e i profumi.
lasciatemi qui
vicino alle rotaie
a sentire fino alla fine
le vite passarmi accanto.
(ascoltando: Bon Iver – Holocene)

28 aprile 2012 · Cervia, Emilia-Romagna ·

ho visto gambe
nude…
sotto a teste…
sotto a un cielo…
come il mio pugno che odora salmastro…
ma non sanguina ancora.
come i sogni che non si dimenticano…
quando tornando con le emozioni nella pancia e negli occhi… da tenere solo per me.
e ancora…
seduto sul sedile di dietro…
papà davanti… e la foresta nera scorrere a lato.
e al ritorno mettere finalmente le mutande fresche…
a consolare il sudore
di gambe
di teste
di pance
di occhi
con il pugno sanguinante già quasi aperto
sul sedile di dietro.
mentre nel sogno
il falco continua a sorvolare
le ginocchia dei contendenti
avvinghiati da tempo
per poi decidere di ripartire.

11 maggio 2012 · Torino ·

Io amo le tempeste… ma le temo
amo le rivoluzioni… ma le ignoro
amo la luce e le parole luminose…
amo il vento
amo volare tra la gente e tra le nuvole…
ma amo anche stare sdraiato a guardare la gente e le nuvole.
Amo il rock (quello vero)…
ma qualunque musica vera può commuovermi.
Io amo il rosso…
ma anche il giallo, verde, blu…
ma solo se vividi.
Amo i profumi forti… quelli deboli non li sento.
Amo gli occhi timidi… dove poter naufragare.

13 maggio 2012 · Torino ·

un triangolo di finestrino
il mondo che scorre
altri che guidano
altri che cambiano canale
lasciare sfuocare tutto…
e ascoltare il respiro
senza trattenere la lacrima.

16 maggio 2012 · Torino ·

due candele
divise da una lastra di vetro
si scambiano la luce
bruciando

23 maggio 2012 ·

la mia anima nostalgica
è stanca…
devo averla seminata…
ma voglio essere abbagliato
lo stesso da tutto l’amore
che illumina ogni notte
ogni casa
ogni cosa
passata e futura
ma intanto…
è meglio continuare a correre.

3 giugno 2012 ·

occhi
verdi… grigi… tristi…
annoiati… luminosi…
dubbiosi… timidi…
sognanti… freddi…
profondi…
che trascinano valige
troppo pesanti da dimenticare le mani…
e tutto ciò che è stato sfiorato…
da un dubbio possente
come il cuore che mi scuote…
e le strade
percorse da sogni…
da abbracci mai dati…
da virgole messe nel posto meno adatto…
su pendii da scalare con te…
verso una cima nuova…
sfuggita dal controllo di dio…

19 giugno 2012 ·

io sono il temporale
che spazza la polvere
che bagna le radici
che scuote le fondamenta
che illumina la notte.
sono il temporale
che porta la primavera.

21 giugno 2012 ·

amo le tempeste…
perché dopo torna il sole…
con l’arcobaleno.
amo le tempeste…
perché rompono l’arsura estiva…
amo le tempeste…
tanta acqua per tutti.

28 luglio 2012 ·

Nel mezzo del cammino…
ho percepito la forza
che muove l’universo.
Ho ricominciato ad ascoltare
il cieli e le stelle
l’alba e il tramonto
la neve e la farfalla…
la musica che gira…
le frecce che viaggiano
veloci.
E siedo
assaggiando lacrime
bianche.

20 agosto 2012 ·

governerò il mondo
con gli strumenti
dell’armonia
le assonanze celestiali
a ricomporre le ferite
di una landa
troppo fedele
al ricordo di un aprile
ancora da dimenticare

8 settembre 2012 ·

un giorno
quando sarò solo,
solo davvero…
e misurerò
a gambi di rosa
quanti ricordi ho lasciato
fra le pagine
ingiallite dalla luce,
mi girerò dall’altra parte,
e smetterò di respirare.

16 settembre 2012 ·

vorrei diventare aria
per non avere più forma
non avere più peso
non avete più età
e poterti accarezzare
non visto
e poterti piovere addosso
in un pomeriggio d’estate

26 settembre 2012 ·


ricordando tutti i cieli
che ho sorvolato
le distese di papaveri
le onde furiose
i possenti aceri
le dune raccolte
le strade
i campi
e sempre più su
i luoghi di rabbia
di gioia
di lacrime
e ancor più su
fino agli sguardi
fino alle mani
fino ai cuori.
non ho scordato nulla.
atterro.
mi siedo.
ascolto.

30 settembre 2012 ·

un dito di coraggio
estroflesso
verso la base delle cose
le cose belle e quelle giuste
a frugare
fra il prima il dopo e il durante
senza paura di fracassare
mesi di sogni
finché mi si fermerà il cuore.

18 ottobre 2012 ·


enorme distesa di neve
e ghiaccio
sono solo
ho freddo
sta arrivando la notte
l’ultimo cane è morto un’ora fa
non ho paura.
se mi addormento ora
non sentirò nulla.

8 dicembre 2012 ·

rammento
di incantesimi celesti
e fiaccole negli occhi
e ferite che sanguinano
tanto
e luci azzurre nella notte
illuminare le mura.
siamo arrivati qui.
a perdifiato.
e qui moriremo
combattendo le anime grigie.
colui che vede
sa.
colui che sa
muore.

17 gennaio 2013 ·

odio
tutti quei frocetti
che giocano con la musica
senza essersi inchinati prima
senza capire che l’arte
sta molto
molto più su
delle loro misere
e patetiche
smorfie.

30 gennaio 2013 ·

voglio tornare indietro
di 20 anni
sentire questa musica
sul divano
e poter scegliere
di nuovo.
poter scegliere.
combattere a mani nude
per un’altra vita.
scegliere mani e piedi
20 anni.

4 febbraio 2013 ·

lasciando il remo
accostare alla deriva
mi metto la tua mano
ancora una volta
fra i capelli
come un ostaggio
di ipocrisie scordate
e battendo i denti
guardo il sole tramontare.
ti guardo ancora una volta
e scompaio
silenzioso
nel buio del fondo.
“perché no?”
aveva sussurrato quella volta
uscendo con le ciabatte
fra i meli del bosco…
“perché no?”
aveva pensato mentre scendeva nel nero profondo.
ma le mani erano ancora sporche di colla e di rabbia
e non c’è verso di tenerle chiuse: neanche di fronte al ricordo di quella notte.
“perché no?”

4 febbraio 2013 ·

e il ritorno delle montagne
sul luogo del delitto
camuffate maldestramente da fatina
con la gonna corta.

24 marzo 2013 ·

e l’aria che muove
le spighe di grano
passando veloce fra gli steli
uguali
da sempre
e poi su verso le nuvole
rosa
a farsi goccia
e precipitare
guardando il creato
guardando la meraviglia del creato
e cadere
cadere
accarezzare la foglia
e poi giù nella terra
e farsi vita
a cantare il cielo
e tornare vento
fra i rintocchi
del tempo
non più tempo.
a farsi colorare
dall’ultimo sole.

6 aprile 2013 ·

i viali passano veloci
fila di luci come colpi di frusta
appoggio anche la fronte al vetro
per sentirla più fresca
penso a una mano
e un sussulto mi muove
appoggio la mia al vetro
facendola scivolare
penso ad un viso
un altro sussulto
e laggiù le macchine
ormai piccole
appoggio la mia guancia
rossa di febbre
penso ad una bocca
e vedo le nuvole là sotto
scorrere veloci
su foreste e laghi blu
apro la finestra
penso alla tua anima
e mi sento leggero
solo stelle
poi penso a noi
e vedo una luce
dio mi aspetta.

15 aprile 2013 ·

sette sentieri
la campana non era ancora suonata
quando ti lasciano libero…
sei nudo.
puoi avere l’antenna più potente…
ma se nessuno parla
non c’è nulla da capire.
sei sentieri
volando fra odori di piacere
e odori di fatica
sono stato bianco
completamente.
e intanto…
scivolavo in acqua nera
di notte.
cinque sentieri
cantami o divo
rompimi i vetri
portami via
trova la porta che mi porti via
quattro sentieri
un telefono bianco
un filo nero
un codice segreto
i primi incensi
le prime paure
di non potercela fare.
tre sentieri
quando la sabbia scotta
è meglio essere leggeri
e dare un ordine preciso
alle lacrime che cadono
chiamandole per nome
se non farai così
il bicchiere resterà vuoto.
due sentieri
corrente potente
venti terribili
voce spezzata
amare il vento
e sapere che il domani non esiste
l’essenza del vizio di vivere
l’assenza di qualunque vittoria.
come quel pezzo di carta…
trascinato chissà dove..
un sentiero
imparare con gli anni
a guardare sempre più lontano
senza farsi distrarre
annusando ogni tanto le dita
col calice dritto davanti al naso.
porgendo la fronte
per la benedizione di dio
mostrare al mondo
come si piange
di gioia.
(e pasticciare
con i colori buttati là…
come un bambino molto distratto)

14 settembre 2013 ·

voglio volare
sempre più alto.
e sorridere a ogni cosa bella che da lassù vedo.
e con ogni sorriso
regalare sorrisi.
e nutrirmi di tutto l’amore che laggiù trabocca.

15 settembre 2013 ·

La musica.
La musica classica è storia. È sicura. Possiamo spiegarla, analizzarla, smontarla, e magari giudicarla con cognizione. E’ profondissima ma limpida come acqua fresca, un trattato di matematica… non ti nasconde nulla.
La musica moderna è molto più superficiale… ma ti sta sulla pelle, ti entra nelle vene per scuoterle dal di dentro come un virus o come la poesia, come acqua torbida… non sai mai cosa può nascondere. Puoi provare a smontarla, ma la scienza ancora non basta… c’è di più.
Amore, odio, fattori sovraculturali, extraculturali… la musica sporca che vive di sogni, di fuoco e di sudore…
Non vi rompete la testa.
Non spiegherò più che la musica è una questione squisitamente culturale, che occorrono solo gli strumenti per poterla leggere, perché non basta.
Come mai cose apparentemente affini da un punto di vista formale finiscono per scatenarci emozioni così distanti?
Per questo motivo il “rock” (e tutte le sue figlie legittime e illegittime) non è morto e continua a farci piangere e sognare.

15 settembre 2013 ·

un giorno
un giorno…
un giorno tornerò a casa
e ti troverò
dolcemente affaccendata
fra passato e futuro.
un passato passato
e un futuro da scrivere
da colorare con la musica che verrà.
Farò un sospiro
una smorfia sorridente…
e col dito indice
toccherò le nuvole spostandole più in là.

28 settembre 2013 ·

ho annusato la vita
e fra tanti odori
le vite possibili
quelle che ogni giorno
ci scappano via
per viltà
per pigrizia
per abitudine.
ho annusato le vite
con ali di rosa.
ma le gambe
non sono il naso
né il cervello.
diamo naso alle gambe!

28 ottobre 2013 ·

voglia
di alternative
azzardate
libere
come sogni
come migrazioni
senza più compromessi

16 novembre 2013 ·

voglio
la mano sinistra
libera come la destra
con luce di sbieco
a fare luce
sul palmo
onesto
da poter stringere
e farne onore
prima che arrivi sera.
prima che il gallo canti.
prima che faccia buio per sempre.
e se questa è poesia
ricordare intatte le foreste
dove la luce filtra a fatica
senza piatti da lavare
senza lui da ricordare là
sulla porta chiusa…
con lo sguardo severo.
e via sui laghi del nord
a pelo d’acqua
e poi sui ghiacciai eterni
o sulle case dimenticate
coi pavimenti a piastrelle
dove nascondere il terrore per il fuoco
o per gli occhi di luce.
e appoggiarsi al sedile guardando fuori
finalmente stanco
coi pugni chiusi
e le lacrime appena accennate.
e lì lasciare tutto
fidandosi ciecamente di dio
che guida sicuro.

16 novembre 2013 ·

e ancora in pista
fra figli che non hanno coraggio
fra piccoli anelli di fumo
lasciati per caso
e ipocrite posizioni
di chi confonde tenerezza e pace.
tenerezza e denaro.
con quelli così sicuri da pensare che io stia mentendo.
mentre il nuovo giro é già partito senza il fischio d’inizio.
a colorare nuove spiagge di rosa e grigio…
come fossero lumache di corsa
lanciate verso la libertà dalla loro essenza.
voleranno via anche loro senza alcun timore di dover tornare a strisciare.
finché tutto sarà compiuto.

31 dicembre 2013 ·

lui stava accucciato ai suoi piedi
passando le labbra delicatamente dalle dita alla caviglia.
lei lo guardava timida e commossa come sempre.
si chiedeva ogni giorno come fosse stato possibile.
sentiva gli occhi umidi di gioia e tenerezza.
lui risali… piano… lungo la gamba… baciando delicatamente il ginocchio…
la coscia
la pancia
il seno.
finalmente in piedi le prese le guance fra le mani…
la guardò negli occhi.
un sorriso fanciullesco gli solcava il viso.
posò le labbra sulla sua bocca.
poi appoggiando il mento sulla sua spalla, annusando il profumo dei suoi capelli, le sussurrò:
“sarò tuo per sempre… nulla potrà accaderci.
non avrai mai nulla da preoccuparti perché io sarò sempre al tuo fianco…”
poi mettendole le mani fra i capelli… la guardò negli occhi.
commosso.
“sposami anche oggi e vivremo per sempre”
una lacrima scese dal suo occhio e cadde sulla spalla nuda di lei.
e fu luce.
una luce liquida che si diffuse nella stanza…
passò sotto la porta… giunse in strada… invase la città in pochi secondi…
dilagando per le vie… rapida arrivò alle montagne… e come un vento caldo arrivò ovunque.
ovunque.
e in ogni tempo.
in ogni tempo che dio aveva creato.

9 febbraio 2014 ·

io so percepire
la differenza tra naturale e artefatto
tra caso è volontà
io lo riesco a percepire

19 febbraio 2014 ·

ora che abbiamo
un papa veramente “francesco”
voglio il nobel per la letteratura a Dylan!
e forse il mondo sarà sulla via di una nuova primavera.
e basta mediocri in tv!!!!

21 febbraio 2014 ·

parole rubate
dalla goccia di sudore
che riflette il mare…
il cielo
e l’aereo lassù con la sua coda bianca.
svegliarsi o addormentarsi
fra scherzi di falò che bruciano poesie.
il tempo è un missile
che nn arriva mai.
l’amore è così semplice
da non fare paura.
mentre tu cresci
e ti accorgi ogni giorno
del sole più basso.
ho i piedi piatti su sassi troppo tondi da essere camminati senza fatica.
ma ti troverò lo stesso
volando di tetto in tetto.
volando di nuvola in nuvola.
ci sembrerà sempre più strano… non girare la testa in dietro.
finché perderemo le sillabe della gioventù.
e al largo potremo annegare.

3 marzo 2014 ·

un giorno
girerò lo sguardo
al tavolo a fianco
cogliendo il riflesso
degli occhi
sul legno lucido.
toccandomi la fronte
avrò già tutto
dentro me.
ma quale sarà la mano nella mia?
sarà la tua mano?
o sarà la tua mano?
o non sarà nessuna mano?
un giorno mi girerò
verso te
e vedrò il riflesso dei tuoi occhi laggiù.
e nella mia mano
solo ricordi.

13 aprile 2014 ·

non avrò pace
fra ricordi e sogni
non troverò l’equilibrio
il punto di svolta
e cadrò ogni volta
ogni volta più ammaccato
senza poter più inseguire
le gocce di aprile
senza averle prima messe in fila.
come pagine di diario
sparse sul divano
senza data.

19 aprile 2014 ·

solo
fra la gente
fra la pioggia e il cielo
a fissare una cosa qualsiasi
trattenendo
per vergogna.
avendo dimenticato
scopi
insegnamenti.
poi
ritrovare la musica
in una canzone qualsiasi.
e accorgersi che là fuori
splende il sole.

3 maggio 2014 ·

con la criniera fra le mie dita
qui sotto il castagno
sto
e guardo l’acqua scorrere
e trascinare i detriti
di troppi passi
di solenni falò
di sabbie fredde.
mi inchino
e poso il martello.
non mi servirà più.

24 maggio 2014 ·

la musica giusta nelle orecchie…
e vi amo tutti! esseri umani attorno a me!
alti bassi corti larghi bianchi neri seri tristi allegri.
siete tutti luminosi oggi!

13 giugno 2014 ·

quando il mondo avrà ancora un giorno di vita…
dio ci svelerà il segreto.

20 giugno 2014 ·

tramontando
aghi di pino.
mentre raccolgo il sassetto che ho calciato via da bambino.
so che muore la luce delle candele lasciate sul tavolo
dove raccoglievi i granelli di pioggia estiva.
ti ho donato i miei sogni
mentre con la mano bagnata mi toccavo le dita.
ora so
so che non servono parole.
serve cuore
serve cuore
per dare luce.
e lanciarlo oltre il muro.

3 luglio 2014 ·

arte
inseguire per tutta la vita
qualcosa perso
dimenticato
di cui riesci ad afferrare
solo un misero angolo.
ma percepisci che quello che c’è dietro è grandioso.
un sogno.
un ricordo in grado di riportarti a quando eri un uccello.
una nuvola.
e questo presagio ti scuote fino in fondo all’anima.
e ti costringe ad inseguire quel sogno.
per tutta la vita.

11 agosto 2014 ·

ritrovare il tempo
ritrovare lo spazio
la luce.
le lacrime.
cazzo.
la fedeltà della commozione.
nella luce che inizia a calare.
verso questo mare.
quanto tempo è rimasto
prima che un giorno
io sia scomparso?
sembri così in attesa.

3 settembre 2014 ·

volare via
e non disturbare più
vite lontane.
smetterla
di essere esteaneo.
smettere di avere desideri.
smettere di respirare.
e come i petali al vento…
volare via.
semplicemente.
senza scosse.
senza più scomesse.
senza paure.

(ascoltando Bach).

13 settembre 2014 ·

la libertà.
da (ri)conquistare.
da sognare ancora.
fino al sogno del barbone.
come baluardo
di una stolta umanità.
che ha saputo creare prigioni.
vincoli.
barriere.
porte. serrature.
e ancora serrature.
dove occorrono chiavi.
chiavi perse. smarrite. dimenticate.
e lasciare sognare un sabato.
si.
un sabato.
lo dico a te…
un sabato dove poter decidere finalmente che fare.
come andare in contro al tramonto.
senza la solita rassegnazione.

20 settembre 2014 ·

il difficile e precario equilibrio
fra dovere… diritti… e piacere…
soddisfazioni personali…
nel mestiere di insegnante questi equilibri sempre più messi a repentaglio dalla misera situazione politica ed economica… (mai cosi avvilente) sono spesso argomento di discussione. a volte addirittura scontro.
fra persone intelligenti che hanno in una particolare circostanza visioni anche molto diverse.
questo non preclude né incrina la vicinanza emotiva e culturale.
(chi deve intendere intenda)

27 settembre 2014 ·

scusami
mi spiace.
le parole più potenti dell’universo
le parole più forti e rivoluzionarie che un uomo possa pronunciare.

28 settembre 2014 ·

angeli.
Noi… voi…
alieni timidi fra la folla.
Angeli di carta e vetro.
attenti a tutto.
al valore dei gesti. delle parole.
degli sguardi.
sdegnosi di ogni cosa fatta cosi per fare.
attenti. fragili.

9 ottobre 2014 ·

la generosità.
dare rinunciando per sé.
dare per il piacere di dare.
per il piacere di rinunciare.
per il piacere di amare.
essere.
essere e basta.

10 ottobre 2014 ·

provate a sentirlo tutto.
battaglie… foreste…
imprese epiche… nuvole…
e la storia inarrestabile.
tutto quello che sarà.
tutto ineluttabile.
il destino scritto.
inutile ribellarsi.

(ascoltando A grandi passi da “L’alternativa al cielo” del 1988)

2 novembre 2014 ·

qui e ovunque ci sia qualcuno ad ascoltare.
i passi piccoli e grandi.
dopo le notti insonni.
le urla sussurrate.
i cavalieri al loro destino.
i piccoli e grandi passi che ci portano ad essere più maturi. più grandi e magari più felici. fra arcobaleni e boschetti accoglienti.
fra civetterie e autodistruzioni.
a districarci fra le nuvole e la terra.
perché solo noi uomini sappiamo irrigare la terra con le lacrime.
perché solo noi uomini sappiamo vivere ogni giorno aggrappati al nostro scoglio in attesa che dio ci mostri la via.
abbaglianti. attenti.
a percepire dal moto di un paio di occhi o di una borsa con scarpe da montagna chissà quale mistero.
ma sarà sempre e solo luce.
che dalla finestra accostata ci accarezza il sonno.

(ascoltando A grandi passi da “L’alternativa al cielo” del 1988)

26 novembre 2014 ·

tracimando odio
sussurro gesti che sembrano languidi
come pietre di periferia
come lame
da assaggiare una ad una.
e aspiro
aspiro
aspiro i miei pugni
umidi
graffiati.
ridotti a sonno.
maltratto ancora un po’
la sagoma del passante che spara.
e ritiro il resto.

27 novembre 2014 ·

avrei voluto esporre.
avrei peccato.
avrei voluto ostentare.
ma
ancora una volta
chi mi sa guidare
frenare
spingere
guidare.
ha saputo con eleganza e fermezza insegnarmi.

29 novembre 2014 ·

ho attraversato ponti
sospesi fra nuvole.
da dove non si vedeva nulla
là sotto.
evitando accuratamente
le pozzanghere.
e ripetendomi che dovevo avanzare
senza timori
senza rimorsi
senza rimpianti.
guidato solo dal suono che solo dio
sa fare
quando gioca coi colori del cielo.
non ho paura.

8 dicembre 2014 ·

quel giorno… chissà quando…
in quel posto… chissà dove…
ho imbroccato la strada che mi ha portato qui anziché li.

23 dicembre 2014 ·

arriverà il giorno che
smetteremo di respirare
e dio ci chiederà conto
di tutta la felicità che ci ha messo a disposizione e che non abbiamo voluto cogliere. per pigrizia. per viltà. per fatica.
e quel giorno dio ci lascerà morire fra i rimpianti.

28 dicembre 2014 ·

scale. studenti che buttano monete come fossero coriandoli. serpenti di carta e prelati stile 700. macchine fotografiche e joistik che guidano persone fra porte obbligate…
avrò mangiato bene ieri sera?

31.3.15

No guardi… non è giornata
lasci pure lo sfondo grigio
domani arriva presto.

6.4.15

entrerò in chiesa
con la chitarra ancora sulle spalle
e mostrerò che le ombre sono lì dove c’é luce
seduto là in fondo
aprirò tutto il tempo
così che ci si possa chiamare per nome
così che solo gli attori potranno vedere
perché al buio non serve a nulla essere ciechi.
e tu sarai vero
e tutti saranno dalla tua parte.
perché ricorderanno come fossero in viaggio le mani della mamma.
sicure.
come quel respiro d’aprile che è capace di farti chiudere gli occhi.
e tu potrai allora dire al passate che non ci sono abbastanza fari per illuminare tutte le strade.
basta decidere.
mi toccheró le mani come al solito
pensando a quanta strada hanno ancora le mie scarpe davanti. da accarezzare o da fuggire.
starò sulla porta.
indeciso.
ma tu sarai tu.

10.4.15

legami
forti
granitici
fatti di cose non dette
legami che sopravviveranno
a te
a me
a noi
legami sottovalutati
legami dimenticati
interrotti
nascosti
inevitabili
legami dolorosi
sempre presenti
intuiti
distruttivi.
pericolosi.
legami storici.
affascinanti.
legami che non moriranno mai
che saranno sempre li
presenti.
tutto il resto passa.

19.5.15

Voglia di fare a botte
col primo che capita
per futili motivi.

19.5.15

io non sono
non sono più
io non sono stupido
non sarò
non aspetterò
io no
non mi illudo
non più.
io non sono
non sono più
non gioco con le parole
mai fatto.
odio chi gioca.
con le parole.
stolto ipocrita
io no.
io non più
non sono più.

15.9.13

un giorno
un giorno…
un giorno tornerò a casa
e ti troverò
dolcemente affaccendata
fra passato e futuro.
un passato passato
e un futuro da scrivere
da colorare con la musica che verrà.
Farò un sospiro
una smorfia sorridente…
e col dito indice
toccherò le nuvole spostandole più in là.

23.10.15

tra l’accendere qualcosa
e rimandare ancora
l’acquisto del cestino blu
per potermi fermare a guardare
l’ombra della gamba del tavolo
allungarsi fino al mio piede.
tra il saltare giù
e volare fino alle cime del bosco
intinte nella nebbiolina che tutto scalda
per poter guardare le mie piume fremere al vento del volo.
tra il farmi saltare le orecchie
a suono di devastanti incubi
tra il bene e il male
tra illusioni e delusioni
tra caldo e freddo
tra te e me
tra il dire e il fare
tra cento anni
quando
fa ridere
saremo ricordo e forse neanche
perché tutti avranno la loro vita
come noi
neanche quella.
tra il do e il mi
ci incastreranno mille note nuove
e rideranno di noi
che non sapevamo nemmeno
sognare.

15.11.15

infinito
infiniti
infinite
masse
di oggetti
aria
acqua
polvere
su tempi
infiniti
infinite
in attesa che il dito
schiacci il tasto giusto.
questa volta
quello giusto.
prima di altri infiniti
e infinite
finite
fortune.
o sfortune.
solo per te
solo per noi
solo dormire
solo un bacio
solo un attimo
per star solo
solo.
solo in attesa
di infiniti tutto
finché il dito
premerá il tasto giusto.
nel solo momento giusto.
l’ultimo rimasto.
all’infinito.

4.12.15

ero con la monetina
nella fessura del calciobalilla
ricordo il sole…
o pioveva.
e chiuso in bagno li sentivo ridere del mio diario segreto.
mentre lei forse mi aspettava già.
non ho mai capito nulla.
ma mi troverò di fronte a un’altra porta girevole
è troppo presto
per trovarmi davanti all’uomo con la barba e il cappellino
troppo presto
sono fuggito o ho scelto?
e se ho scelto… cosa ho scelto?
potevo scegliere?
cosa sceglierai?
ci sarò?
troppo tardi
troppo tardi per trovarmi di fronte a te.
occhiali e flemma da farmi sentire in difficoltà.
dover combattere con la tua creatività.
odio competere ma devo vincere.
odio il tuo naso quando senti il suo odore.
le tue orecchie quando parli con lui.
sono fuggito o ho scelto?
io…
tu non devi fuggire.
tu non devi scegliere.
devi vivere
anche ora.
e basta.

26.12.15

architetture che ruotano
ruotando la testa
e si fermano
grigie
se la fermo.
con lo sguardo attratto
dal verde
ancora
come a vent’anni.
l’erba. rimasta lì.
un respiro incessante nelle orecchie
che sarà lì ancora quando io non ci sarò più.
“ho tutto il tempo”
ho sempre pensato.
l’errore più grande.
nessuno mi aspetta mai.
nessuno ora.
ne sono capace…
di pensare in grande.
scusatemi.
nuotiamo ancora un po’…
ma nulla all’orizzonte
e fra poco saremo stremati.

19.1.16

non suoneró mai più
musica che non mi porti verso lidi inesplorati.
non mi interessa più.
e… trovo mediocre perseverare nella produzione artigianale (inteso come concetto contrapposto ad artistico) di banali ripetizioni solo per poter uscire dalla nebbia.
le stelle sono state tante.
e sono tutte li.
da rimirare.
ora voglio vedere un nuovo universo.
che farà sembrare questo… piccolo e banale.

6.2.16

Non fatemi guardare troppo lontano
ho paura.
non fatemi guardare.
mi giro nervoso.
lasciate la musica andare.
e gli occhi tacere.
fra primavere di parole e lotte.
fra vento di neve e spruzzi di sete.
mi giro.
non so dove guardare.
ma sorrido.
sarà cosi… perché temere?
commoventi.

6.6.16

ogni giorno
giorni più e altri meno…
capisco cose
a volte nuove a volte no
capisco la mia commozione
mi vedo da dentro
verso il fuori
ma poi dimentico
e questo ciclo continuo
sono io
e la mia commozione
nel vedere i colori
annusare le emozioni che animano
attorno a me
e nascondere le lacrime
quelle chiare e quelle scure
e cercare di smettere di vergognarmi
di essere così.

8.6.16

Siamo stati ragazzini
E abbiamo attraversato le notti
In bici
In fretta e con calma
Fradici di luna
Con i baci sulle labbra
E negli occhi
Stringendo le lacrime
Con le mani bagnate
E guardando la strada dietro…
Allontanarsi

10.7.16

E fare bilanci
Credito e debito
Dovuto e preteso
E svegliarsi su un portone mai visto
Con una chiave diversa in mano
Con lo zucchero sulla credenza
E svegliarsi in una vita diversa
Con tutto che deve ancora accadere
La gente che parla un’altra lingua
E svegliarsi uomo o donna
O quel piccione lì che pare muoia
Senza gioia né dolore
E svegliarsi soli
Accarezzando le lenzuola stese al sole
Senza lacrime da asciugare
E svegliarsi un giorno qualsiasi
Nel passato o nel futuro
Con la gente che vuole sempre girare
E svegliarsi
Per morire senza lasciar traccia.

11.7.16

E buttalo
Sto cazzo di torto
Cazzo
No sfigato
Fra amore e gioia
Ma non senza odio e tristezza
Incazzati
Fai vedere che guardi oltre
Più lontano
E che non ti piace il buio
E che preferisci un quadro
A un cazzo di francobollo.

21.7.16

Un cielo
Ci sarà un cielo
A stemperare i mille colori
A piangere sulle nostre fronti
Ci sarà un cielo
Sotto cui ripartire
Con lenzuola fresche
Ci sarà un cielo
Da ringraziare e tremare
Su cui perdere gli occhi
Aiutami a tenerti
Ci sarà un cielo
Refrattario alle piccole ripicche
Accogliente su ogni sogno
Ci sarà un cielo
Un giorno
Su cui riporre il mio amore
E nasconderlo là
Oltre le nuvole
Ci sarà quel cielo
Dove ogni sera tornerò

11.8.16

Non so ascoltare la musica.
La uso per ascoltare la mia anima.

31.1.17

Handel Eno Stockhausen
X-plane 11 e vari manuali da 200 pagine
Diffusori planari e k-casse
Amplificazioni in classe d e magari t
Her
Bon Iver e il passaggio dal mp3 al 196/24
Spostare muri o aprire finestre
I 1890 elo
Ancora cavi ffrt
Sorvolando le dita… a grandi passi
Quel maledetto cacciavite da portarmi dietro
I cd che scompaiono
Sonic seasonings
Quell’alieno di Bach
Il primo Gabriel così originale
Le mele cotte sul fornello
Mani sul collo
Ssst… ascolta… i king crimson.

7.4.17

E ricordare
Ogni nota
Di un disco improvvisato
Sentito 20 anni fa.

11.6.17

E se si fossero sbagliati tutti?
Se il sole stesse per spegnersi?
Se l’uomo senza un braccio avesse visto giusto per la prima volta nella sua vita?
Se tutto… ma proprio tutto… stesse per finire?
Senza lasciare traccia alcuna…
Se anche i miracoli fossero stati vani?
Se anche l’uomo con le tre palle in mano avesse smesso di parlare al cane?
Se domani mattina non ci fosse proprio?
Se con estrema calma fosse tutto qua?
Tutto quello detto. E nulla da aggiungere.
Se la tua risata fosse l’ultima?
Se non dovesse rimanere nulla?
Il nulla… di tutto quello che noi uomini consideriamo il tutto.
Nessuna traccia.
Se il domani per il quale ognuno di noi vive… non fosse più?
Se si fossero davvero sbagliati?
Se un sorriso non potesse più bastare?
Se le onde dovessero fermarsi per sempre?
Se nessun pensiero dovesse riuscire a passare?
Se nemmeno le nostre anime dovessero trovare un posto dove andare?
Dammi la mano… ora.

18.7.17

Incontinente. Mia madre che straparla di suo nonno. Ancora. Ma le tengo la mano tornando dai giardini. Straparla perché sta per morire.
Adoro il profumo dell’aria tornando a casa a quest’ora che tutti sono già rientrati, c’è così tanta pace, e luce. La tenda scostata che fa entrare il caldo mentre il disco gira felice. Abbiamo ogni ragione di star qui. E il lago agitato ci spruzza anche se ci ripariamo con l’asciugamano. Straparla di sua mamma. Straparla perché sta per morire. Le camicette abbinate alle gonne. Accendete la luce per favore. Presto. Tutti i giochi sono sparsi sul tavolo. E anche sul pavimento. Quanto mi hai amato. Quanto mi hai consolato. Straparli. Perché stai per morire. Mi giro e non ti vedo più che mi tieni il sellino. Cado. Ma sei fiera di me. Non condividi tutto ma ti fidi. Mio nonno non capisce il mio record nemmeno col dizionario. Dammi la mano. Non hai un braccio. Straparlo di mio nonno.

29.7.17

Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Asini
Distratti
Lugubri
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Stelle
Pianeti
Assuefatti
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Granelli simili
Linee quasi uguali
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Bandiere ferme
E bandiere mobili
E stralci di ogni cosa
Come cascate
di nebbie fitte
E miliardi di voci
Ghirlande
E ripercorrendo
Frammenti di emozioni
E mille sforzi
Tutti utili
Tutti finalizzati
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Ripercorrendo
Le strade battute.
Cado.

14.8.17

Ogni immagine
Ogni frammento di immagine
Presa in qualsiasi modo
In qualsiasi momento
Guardata da qualunque punto di vista
Ha pari dignità e interesse.
Vorrei poter un giorno scattare quella foto… l’unica e vera foto “qualsiasi”. Totalmente priva di significati e di significanti… totalmente priva di alcun valore semantico o simbolico.
Ma più ci penso e più mi pare inafferrabile, perché gli occhi che la guarderanno cercheranno simboli, apparenze, stolte somiglianze.
Questo è quello che significa per me il concetto di “astratto” e “minimale”: due aspetti che in me convivono e lottano.

28.9.17

Si vive molto meglio da morti.

6.4.18

Accendi le stelle
Una ad una
Le mani fanno un po’ male ma si può sopportare
Le gambe funzionano ancora
Accendi le stelle
O l’innocenza svanirá
Fra il giusto e lo sbagliato.
Accendete le stelle
Una ad una se sarà necessario.
E lasciatemi scacciare sto ciarpame dalle orecchie.
Perché chi si addormenta senza pietá non potrà mai arrivare in tempo.
Accendi le tue stelle figlio fragile.
Accendile tutte
Prima che sia troppo freddo.
Perché siamo gli ultimi romantici.
Terrorizzati di rimanere soli un giorno, senza nessuno più da pregare.
Accendiamo ste stelle!

8.12.18

Non poter
Non poter essere qui… e là
Non poter vivere… e dormire
Non poter credere… e combattere
Non poter morire… e risorgere
Non poter volare
Cavalcare il tempo
Spezzare
Stridere
Scalciare
Non poter aspettare
Non poter sopravvivere.
E incasinare
L’astratto astrattismo degli astri.

4.3.20

il tempo
le distanze
le maledette
tragiche distanze
le interferenze
che il fato semina
senza logiche
senza paure
senza responsabilità

27.9.20

Chi di voi ha sviluppato il suo “pilota automatico”?
Parlo di quella specie di super-cervello o super-istinto, che in caso di improvvisa necessità prende il controllo totale delle vs reazioni bypassando ogni possibile dubbio logico che potrebbe rallentare la reazione, e che fa le scelte più opportune e utili in tempi estremamente ridotti.

30.11.21

“Spetterà dunque a noi
portare, rassegnati, tutto il peso
di questi tristi tempi;
e dire quello che sentiamo dentro,
non quello che dovremmo”
[W. Shakespeare]

14.12.21

Adoro non avere una meta.
Lasciare che il caso (il fato?) governi la mia vita.
Le scelte migliori sono state quelle fatte con la pancia: l’improvvisazione come filosofia di vita.
Anche nel mio lavoro: le scoperte più interessanti sono arrivate sempre dall’istinto e mai dalla pianificazione. La programmazione didattica rende sterile l’insegnamento e taglia le ali a quel meraviglioso mondo di crescita fatto di relazioni interpersonali e di intuito.
Quante scoperte inaspettate vengono fatte arrivando per caso in un nuovo posto! Per caso. Le scoperte voglio farle io. Non voglio mi vengano suggerite.
Non voglio avere mete. Obiettivi.
Sono un improvvisatore nato.
Amo perdermi.
Ma sapendo sempre qual è la strada che porta a casa.
Amo perdermi.

1.9.22

Perché tu sei lì e non qui?
Perché io sono qui e non lì?
Perché i miei piedi sono qui e i vostri sono là?
Perché il tuo bacio vola là e non qua?
Perché io guardo là e non laggiù?
Perché scelgo?
Perché scegli?
Perché “maiason 126” e bici gialla con ragazzo coi ricci?
Perché “illudere” cantata per strada?
Perché quella nuvola è proprio là?
Perché la mie mani sono uguali davanti e dietro?
Perché sono ancora vivo?
Perché quella ragazza coi capelli bagnati ha i pantaloncini azzurri?
Perché non verdi?
Perché stai a destra e non a sinistra?
Perché sono dispari e non pari?
Perché quella foglia non è ancora caduta?
Perché non sei me… e io te?

1.4.23

Sulla spiaggia

non più affollata

fresca

guardare lontano

verso terra

col presagio

dei prossimi 50 anni.

Annusare tutte

tutte le epifania

che dovranno essere.

Percepirne ogni attimo.

Ogni tragedia.

E non reggerne il peso.

Chiudere gli occhi.

E morire.

15.4.23

La violenza è sempre figlia dell’ignoranza. E tutti noi insegnanti, col nostro supino accettare la politica dell’inclusione a tutti i costi, della mancanza di selezione, della compassionevole accettazione delle inadempienze, finiamo per essere collusi e corresponsabili di un mondo sempre più ignorante e violento.

25.6.23

Le vite.

si incrociano

si schiantano

esplodono

passano in un volo

si amano

si annusano

si sciolgono

si commuovono

si dimenticano

si sognano

Le vite.

passano in un volo

26.12.23

Jarrett. Capita sempre più raramente di trovare il giorno giusto per riuscire ad ascoltarlo. Poi, come un temporale primaverile, profumato e commovente, lui arriva d’improvviso e ti colpisce al cuore, e agli occhi…

E d’improvviso riscopro la sua mistica: la sua vicinanza col divino, col creatore.

E ogni cosa umana scompare nella contemplazione più pura delle onde del destino.

10.1.24

La mia vita
fortunata
ad ascoltare,
fra nevi scoscese
e guadi tersi,
la luce di dio
sorvolare le dita
di un’umanità peccatrice
tornata ad amare
commossa.
Senza rimpianti.
Non so essere infinito
non ancora.
Ma so morire felice.

2.3.24

Maledetti guerrafondai
Conformisti corrotti
Ipocriti nullafacenti egoisti e ignoranti
Maledetti
Avete vissuto invano
Nessuno vi vorrà ricordare

9.11.24

Maledetti ipocriti.

Maledetti ipocriti che vi fate belli nel definire “Imagine” una grande canzone. Non avete mai letto il testo, se lo avete fatto non lo avete capito. Poveri ipocriti. Se lo avete capito e appartenete a quella sporca genia che sostiene questa lurida politica europea, allora siete davvero della peggior risma di ipocriti.

Voi sostenete la guerra ma mai andreste a combattere: per morire ci stanno i poveracci. Voi sostenete le spese per le armi ma sapete che saranno altri a pagare la spesa.

Io vi maledico. Non mi basta disprezzarvi. Non mi basta più.

Voi che sopportate con ignavia (o ignoranza) che il giornale che pagate faccia non solo propaganda, ma bieca e odiosa disinformazione. Voi che vi ergete a giudici, condannando chi ha idee diverse, relegandolo al putrido ludibrio dei trogloditi vostri vassalli.

Voi che fate così tanta differenza fra morti di serie A e morti da ignorare…

Io vi maledico.

Altrettanto farebbero (se fossero vivi) Pertini, Pasolini, De André, Fo… sono in buona compagnia.

È ora che parole come pacifismo e diserzione tornino ad avere la loro altissima dignità troppo a lungo calpestata dai fascismi di coloro che nascondendosi dietro la parola democrazia, senza capirne affatto il significato, hanno fatto di tutto per togliere la parola ai contrari.

Voglio far parte di quelli ostinati.

2 thoughts on “Pensieri e parole

  1. Andrea Audero says:

    Prof. è bellissimo!!!
    Ogni volta che lo guardo mi emoziona sempre di più.

    Rispondi

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